UE, clima ed energia: quali temi spettano la presidenza austriaca?

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La conclusione del Pacchetto Energia 2030 sul tavolo della nuova Presidenza del Cosiglio UE. 

Dal 1° luglio 2018, l’Austria ha preso il posto della Bulgaria alla guida del Consiglio dell’Unione Europea. 

La nazione rimarrà alla presidenza per i prossimi sei mesi, prima di passare il testimone alla Romania. Sei mesi in cui si concentreranno negoziati chiave per il futuro UE, soprattutto in vista delle prossime elezioni comunitarie. Nonostante temi economico-politici come la brexit e il quadro finanziario 2021-2027, siano quelli destinati a ricevere la maggiore attenzione, anche sul fronte clima ed energia vi sono discussioni che giocheranno un ruolo cruciale per l’UE e gli Stati Membri.

Bellona Europa ha messo insieme i principali punti all’ordine del giorno sull’agenda “verde” della presidenza austriaca, evidenziato gli elementi più urgenti. A partire dall’avanzamento del Pacchetto energia 2030.  

Sotto la Bulgaria sono state approvate le riforme delle direttive su rinnovabili, efficienza energetica e governance dell’Unione Energetica, l’Austria dovrà invece concludere i triloghi sul regolamento sul mercato dell’energia elettrica e la direttiva sul mercato dell’elettricità. Passo non facile, soprattutto alla luce del principale scoglio inserito nella normativa: il meccanismo di capacità. Si tratta di uno strumento che permette ai singoli paesi di remunerare i produttori di energia per la loro “disponibilità” a produrre. Come una sorta di polizza assicurativa, gli operatori si impegnano a generare una certa quantità di elettricità in caso di necessità e ottengono in cambio un pagamento a prescindere se quella stessa necessità si verifichi o meno.

Ciò rappresenta una risorsa finanziaria aggiuntiva e consente di mantenere in vita centrali elettriche altrimenti non redditizie (come molti dei vecchi impianti a carbone e a gas) per far fronte a potenziali picchi di domanda. Alcuni operatori possono anche essere compensati per la loro “capacità di gestione del carico”, vale a dire la loro capacità di risparmiare elettricità in periodi di forte domanda.   

Difeso da diversi paesi come mezzo per promuovere la sicurezza dell’approvvigionamento di elettricità – Italia in primis – questi meccanismi rischiano di assumere la forma di un intervento pubblico, elemento che la Commissione europea considera una minaccia per la libera concorrenza di mercato.

“Mentre non è chiaro quale direzione prenderanno i negoziati del Consiglio, i recenti cambiamenti di governo in Italia e in Spagna offrono la promessa di maggiori ambizioni climatiche”, scrive Bellona in una nota stampa. “Questo a sua volta sarà decisivo nella corsa verso la COP24, dove l’UE ha promesso di assumere il comando della leadership climatica dopo ‘annuncio del ritiro USA dall’Accordo di Parigi”. L’Austria dovrà mobilitare il sostegno del Consiglio per concordare una posizione comune per i prossimi documenti non legislativi della Commissione sul futuro della politica dell’UE in materia di clima ed energia, l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e la strategia comunitaria a lungo termine per la riduzione delle emissioni di gas serra.

Sul tavolo austriaco ci sono anche altri tre documenti chiave: la conclusione delle norme di CO2 per i veicoli leggeri e per i veicoli pesanti, la rifusione della direttiva sui veicoli puliti e la revisione della direttiva Eurovignette, che mira ad attuare la tariffazione stradale a distanza.

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