L'agrivoltaico per l'Arca di Noé

Si chiudono il 20 giugno le candidature per il concorso internazionale “L’agrivoltaico per l’Arca di Noè”.

I promotori, ENEA, azienda NeoruraleHub, Istituto Nazionale di Architettura (IN/Arch), ETA Florence Renewable Energies e Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAPP), premieranno il “miglior giardino agrivoltaico” progettato presso l’azienda NeoruraleHub (località Cascina Darsena, Pavia).

L’iniziativa ha il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica, della Regione Lombardia, del Comune di Giussago, del Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, di Legambiente, della SITdA - Società Italiana della Tecnologia dell’Architettura e il supporto di Archilovers e Archiportale come media-partner.

Il bando che riguarda la progettazione di un sistema agrivoltaico da 1MWp a 3 MWp presso NeoruraleHub è aperto alla partecipazione di architetti, paesaggisti, agronomi, ingegneri, esperti di energia ed artisti.

I vincitori otterranno un incarico professionale per la progettazione dell’opera.

Al secondo progetto classificato sarà assegnato un premio di 5000€ messo a disposizione dall’azienda Solarelit mentre al terzo progetto classificato sarà assegnato un rimborso spese di 3000€ messo a disposizione da REM TEC.

I progetti saranno premiati il 27 settembre 2022 a Milano, nel corso dell’evento Photovoltaics | Forms Landscapes 2022, in occasione della 8th World Conference on Photovoltaic Energy Conversion (WCPEC8), guidata da ENEA e in programma nel capoluogo lombardo dal 26 al 30 settembre 2022.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Rete Nazionale Agrivoltaico Sostenibile, coordinata da ENEA in collaborazione con ETA Florence Renewable Energies e nel contesto delle attività condotte dall’Agenzia per aumentare la sostenibilità, l’efficienza e l’affidabilità della tecnologia fotovoltaica.

NeoruraleHub Srl
L’agrivoltaico per l’arca di Noè – Paesaggi fotovoltaici del riso
Il concorso ha un duplice obiettivo. Il primo è quello di realizzare un sistema agrivoltaico della taglia orientativa di minimo 1MWp e max 3 MWp su un’area complessiva di 8 ettari, che sia adatto ad integrarsi con la coltivazione del riso. In questo senso, quindi, il progetto dovrà operare quelle scelte spaziali e tecnologiche che consentano una sinergia tra fotovoltaico e risaia (irradiazione ottimale sulla superficie di coltura e possibilità di impiegare attrezzatura agricola). Il secondo è quello di progettare il sistema agrivoltaico come una parte del paesaggio. Ciò significa mettere in relazione il segno costituito dal sistema agrivoltaico con la trama strutturale e semantica del paesaggio stesso, e nello stesso tempo pensare in maniera sistemica il sistema e l’ecosistema locale di cui è parte, anche alla ricerca di un miglioramento delle qualità ecosistemiche del sito di intervento.

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