Milano. Borgonuovo19: uno spazio dedicato alla luce per l’arte

Milano. Borgonuovo19. ‘Un percorso di luce nell’arte’. Un’immagine di uno degli spazi architettonici del nuovo contenitore con l’allestimento previsto dalla mostra. Visibile l’opera di Valentina Palazzari ‘Untitled’ (2020) (photo: Marcello Perego Milkit Film) (cortesia: NEMO Studio – Gruppo NEMO)

E’ stato inaugurato nel centro storico di Milano Borgonuovo19, il nuovo spazio che il brand Nemo ha voluto dedicare ai temi della progettazione della luce per gli ambiti espositivi e architetturali.

Fino al 10 ottobre, in contemporanea con gli eventi della Milano Design City, lo spazio proporrà per la sua inaugurazione l’allestimento ‘Un percorso di luce nell’arte’, un itinerario espositivo che si basa sulla presentazione al fruitore di una serie di soluzioni illuminotecniche dedicate, con l’intento di attribuire l’illuminazione più corretta per ogni tipologia applicativa.

Il nuovo spazio/contenitore ha l’obiettivo di diventare punto di riferimento per tutti i progettisti e architetti interessati a valutare e a confrontarsi con le opportunità tecniche e applicative in materia di progettazione della luce della nuova gamma architetturale a luce LED di Nemo Studio, divisione del Gruppo Nemo partner per l’illuminazione di musei, gallerie e collezioni private.

MIlano, Borgonuovo19. Sullo sfondo, l’opera “Interno di fabbrica” di Giulio Turcato (1954)(photo: Marcello Perego Milkit Film) (cortesia: NEMO Studio – Gruppo NEMO)

L’allestimento ‘Un percorso di luce nell’arte’presenta l’applicazione dei differenti apparecchi della gamma architetturale su opere rinascimentali, moderne e contemporanee, per proporre le differenti declinazioni possibili per l’illuminazione museale attraverso l’utilizzo di luci calde, fredde, di ambiente o a scomparsa, in grado di caratterizzare in modo differenziato ogni opera e le relative tecniche pittoriche.

MIlano, Borgonuovo19. Nello spazio espositivo, la quattrocentesca “Morte della Vergine”, attribuita a Hans Murer il Vecchio (photo: Marcello Perego Milkit Film) (cortesia: NEMO Studio – Gruppo NEMO)

Gli apparecchi utilizzati sono il proiettore professionale ‘Sharp Frame’, il proiettore professionale con ottica zoom variabile fra 7 e 55° ‘Sharp Zoom’ e lo spot a luce LED per illuminazione d’accento ‘Elba’, mentre le opere scelte per questo percorso – di epoche, scuola e soggetto molto differenti – sono la quattrocentesca “Morte della Vergine”, attribuita a Hans Murer il Vecchio, l’“Interno di fabbrica” di Giulio Turcato (1954), un lavoro degli anni ’80 di Jannis Kounellis, “Senza titolo, Ferro e Vetro” e un’opera di Valentina Palazzari, “Untitled”, del 2020.

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