Il Ritz-Carlton di Astana “dipinto di luce”

Astana, la capitale del Kazakistan, sta vivendo in questi anni una rinascita che passa soprattutto attraverso un rinnovamento urbanistico e architettonico.

Tra i nuovi simboli della città svettano le Talan Towers, due grattacieli di, rispettivamente, 30 e 26 piani collegati da un podio progettati dallo studio SOM – Skidmore, Owings & Merrill, lo stesso che ha firmato, tra gli altri, il Burj Khalifa di Dubai e l’One World Trade Center di New York.

Le Talan Towers si trovano nel Left Bank di Astana, ovvero il distretto del business, una delle aree più ricche e in maggiore espansione. Si tratta di edifici green, i cui vetri in facciata coadiuvano il risparmio energetico, dotati di tetto eco-sostenibile che mantiene il calore all’interno dell’edificio, di pannelli solari, di stazioni di ricarica per i veicoli elettrici e di un sistema di raccolta dell’acqua piovana utilizzata per irrigare le aree verdi. Al loro interno si trovano uffici, uno spazio commerciale e il nuovo hotel Ritz-Carlton, una struttura di lusso che occupa ben venti piani con le sue aree comuni (locali, una ballroom per eventi speciali da ben 990 metri quadrati, una Spa e una palestra) e le sue 157 tra stanze e suite.

Gli interni del Ritz-Carlton Astana sono stati progettati dallostudio Blacksheep, fondato nel 2002 da Tim Mutton, mentre dell’illuminazione di alcune zone si è occupato lo studio londinese Nulty +, fondato nel 2011 da Paul Nulty*.

ritz-carlton
photos © Gareth Gardner

La sfida maggiore per i lighting designer è stata quella di gestire un progetto di così grande importanza “a distanza”, senza essere presenti in loco in maniera costante durante i lavori. Per ovviare a questo, il team di Nulty si è recato con regolarità in Kazakistan e, ogni settimana, erano organizzati dei meeting a Londra con la squadra di Blacksheep. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con i designer – raccontano dallo studio Nulty – per essere sicuri che il lighting fosse integrato fin dai primi stadi dell’ideazione dell’interior e non apparisse come qualcosa di slegato. Il progetto illuminotecnico mette in risalto i materiali pregiati utilizzati e rafforza il calore del legno e la preziosità del marmo, utilizzando unicamente sorgenti a LED di alta qualità”. Nulty + ha firmato le luci per il ristorante MÖKKI e il Selfie Restaurant & Bar.

ritz-carlton
photos © Gareth Gardner

Aperto tutto il giorno, MÖKKI è composto da un grande open space in cui sono integrate differenti aree ristoro, come ad esempio una panetteria, una zona griglie e un self service (deli). La sala da pranzo principale è caratterizzata dalla presenza di un soffitto rivestito con lamelle di legno curvato, che continuano anche sulle pareti dando un senso di uniformità, illuminate con faretti montati su binari nascosti. L’effetto – cercato e ottenuto – è quello di uno spazio in movimento, che vive di luci e ombre che ne accentuano il volume. La zona perimetrale, con rivestimenti parietali in marmo, è stata risolta con apparecchi con ottica wallwasher. Sono stati poi aggiunti dei punti luce in corrispondenza delle mensole della panetteria e del self service come accento sui prodotti. A completamento dell’architettura pulita dei vari spazi, è stata integrata nel soffitto una canalina in ottone, per formare un sistema di griglie che crea coerenza e unione tra le varie aree. In questa canalina sono montati altri apparecchi che forniscono un’illuminazione generale morbida.

ritz-carlton
photos © Gareth Gardner

Situato al 18° piano, il Selfie Restaurant & Bar è un locale dall’anima più esclusiva, che nasce dall’accostamento di marmo nero e legno di mogano scuro, velluti e rame. Gli interni dai toni scuri sono resi ariosi grazie a soffitti altissimi, in cui sono incassati dei faretti che forniscono l’illuminazione generale e suggeriscono un clima intimo e votato al relax. Il back del ristorante, rivestito completamente in pietra, è illuminato con LED integrati che esaltano le venature del marmo e conferiscono maggiore profondità alla sala. Le colonne sono state puntualizzate con faretti dotati di ottiche wallwasher, mentre nell’area bar un accento di luce sottolinea la ricca bottigliera, dove sono esposti anche vini raffinati. Raccontano dallo studio Nulty +: “Nelle due zone la luce è stata utilizzata in maniera molto diversa. Abbiamo creato uno spazio accogliente e solare per il ristorante MÖKKI, enfatizzandone le finiture e giocando con le texture, mentre per il Selfie Restaurant & Bar abbiamo pensato a qualcosa di più drammatico e teatrale, che conferisse un tono di maggiore esclusività. Il progetto di interior e lo schema di illuminazione non devono essere per forza l’uno il completamento dell’altro, a volte la luce è una componente che può vivere da sola. A ogni modo, in questo caso, il lighting enfatizza l’architettura dello spazio e lo aiuta a raccontare una storia”.

*Un’ampia intervista a Paul Nulty a cura di Andrew Peterson, “Illuminare è creare l’atmosfera perfetta”, è stata pubblicata su LUCE.

MAGGIORI APPROFONDIMENTI SULL'ARGOMENTO