Rimini. PART: la luce per l’arte contemporanea

Rimini – PART Palazzo dell’Arte. Colleziione d’Arte contemporanea di San Patrignano. In primo piano, un’opera di Sandro Chia, sullo sfondo una scultura di Igor Mitoraj (courtesy photo: Studio Pasetti Lighting)

Nato da un progetto di restauro architettonico a cura dell’arch.Luca Cipelletti dello studio AR.CH.IT, il nuovo Museo PART Palazzo dell’Arte di Rimini si sviluppa negli spazi di due edifici storici monumentali medioevali della città, il Palazzo dell’Arengo e il Palazzo del Podestà, i cui prospetti affacciano entrambi sulla odierna Piazza Cavour.

Il Museo si articola su un concept progettuale che ha previsto l’unione dei due edifici in un unico percorso espositivo, allo scopo di ospitare la raccolta d’arte contemporanea della Fondazione San Patrignano.

L’allestimento museografico curato da Studio AR.CH.IT si pone in coerenza alle logiche seguite dal restauro e gli spazi espositivi si sono avvalsi del progetto illuminotecnico dello Studio Pasetti Lighting.

Rimini – PART Palazzo dell’Arte. Colleziione d’Arte contemporanea di San Patrignano. In primo piano, un’opera di Sandro Chia, sullo sfondo una scultura di Igor Mitoraj (courtesy photo: Studio Pasetti Lighting)
Rimini – PART Palazzo dell’Arte. Colleziione d’Arte contemporanea di San Patrignano. Le opere di Nicola De Maria e di Yan Pei Ming (courtesy photo: Studio Pasetti Lighting)

La nuova dialettica instaurata fra i valori architettonici degli spazi storici medioevali ritrovati e la collezione d’arte contemporanea è fondata per gli allestimenti su criteri di reversibilità, di percezione dell’architettura e una libera collocazione delle opere, accentuando soprattutto le relazioni con lo spazio.

Rimini – PART Palazzo dell’Arte. Un’immagine del Modulo Arengo su binario con i proiettori di ERCO (cortesia: Elettroservice Padova) (courtesy photo: Studio Pasetti Lighting)

A queste logiche si è conformato anche il progetto di illuminazione delle sale, curato dall’architetto Alberto Pasetti Bombardella, che ha progettato per questa occasione ex-novo il modulo Arengo, il cui design è nato dalla collaborazione con l’architetto Luca Cipelletti.

Si tratta di un sistema lineare sospeso con binario integrato e superfici diffondenti, una per lato, con la potenzialità di diffondere luce bianca di tonalità calda o fredda, ma anche di sottolineare in modo cromatico gli assi longitudinali nello spazio.

L’apparecchio prevede l’emissione luminosa indiretta verso l’alto, luce diffusa verso le pareti e un’illuminazione d’accento sulle opere d’arte.

L’obiettivo è stato quello di valorizzare le opere e gli apparecchi di illuminazione a luce LED qui utilizzati (ERCO), rispondono in modo ottimale ai requisiti di una corretta percezione visiva e cromatica e di comfort fisiologico per il fruitore.

Il sistema di controllo della luce è stato gestito e posto in opera da Elettroservice di Padova utilizzando componenti della Helvar. Le diverse aree espositive del PART sono gestite da un unico sistema centralizzato che fa capo a 3 IMAGINE ROUTER 920 di Helvar che attraverso i bus DALI gestiscono gli apparecchi di illuminazione e grazie all’uscita DMX le differenti emissioni colorate degli stessi apparecchi.

Il sistema di gestione è user-friendly e efficace; attraverso una APP dedicata è possibile selezionare le scene di luce e gli effetti visivi per creare un ambiente museale dinamico e favorire il dialogo con la luce naturale durante il giorno.

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