Uno spazio urbano aperto e articolato

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Parma. Piazza della Pace (cortesia photo: Marco Introini)

Le piazze e gli spazi aperti hanno sempre avuto nel tempo il ruolo di luoghi di aggregazione, proponendosi nel tempo come nuclei di sviluppo sociale, economico e culturale. 

Il progetto di valorizzazione e riqualificazione di Piazza della Pace a Parma, opera dello Studio EFA – Esperienze Forme Architettura Studio di architettura di Parma, arch. Pietro Chierici e arch. Maria Pilar Vettori, è orientato a migliorare la fruibilità e la sicurezza degli spazi e dei percorsi di attraversamento di Piazza della Pace a Parma, facilitando la connessione tra i diversi luoghi della città che gravitano nelle immediate vicinanze.

Lo spazio si configura come cerniera tra la città storica monumentale e il sistema dei grandi nodi urbani (Parco Ducale, stazione ferroviaria, STU Pasubio, Centro direzionale EFSA), oltre che inserirsi all’interno del sistema degli spazi verdi urbani (Parco Ferrari, Parco della Cittadella, Parco Ducale, Torrente Parma).

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Parma. Vista dall’alto complessiva dello spazio urbano (cortesia photo: Marco Introini)

Il concept dello spazio

Il concept che presiede il progetto di riqualificazione si fonda sulla volontà di potenziare le possibilità di fruizione e attraversamento dell’area, con il rafforzamento del percorso centrale della piazza, il Viale dell’incontro, che ne costituisce l’elemento cardine della proposta di valorizzazione.

Il doppio selciato che introduce al cuore del complesso monumentale della Pilotta è infatti consolidato e saldato dalla presenza di una pavimentazione centrale che ne amplia le dimensioni ma soprattutto ne favorisce una fruizione allargata e flessibile nel tempo.

L’ampliamento della sezione pedonale può infatti supportare la possibilità di potenziare la sosta e la permanenza delle persone in configurazione di piazza lineare, oltre che essere supporto per eventi o attività diverse.

Piazza della Pace è a un tempo il nuovo ingresso urbano per il Complesso Monumentale della Pilotta, che ospita la Galleria Nazionale, Il Teatro Farnese, il Museo Archeologico, la Biblioteca Palatina e il Museo Bodoni, ed è impreziosito dal cortile di San Pietro, centro nevralgico della città.

Nell’area nord del piazzale, prospicente l’Ala dei Contrafforti, è stata ampliata la pavimentazione di camminamento inglobando la base del monumento a Giuseppe Verdi con il relativo ellisse di sedute, rafforzando l’asse di connessione tra la stazione ferroviaria, via Verdi e il complesso della Pilotta.

Un nuovo percorso di attraversamento da nord verso sud, lunga la direttrice di via Verdi, ha reso possibile collegare fisicamente tra loro diverse aree tematiche da punti differenti (i portici del Guazzatoio, il monumento a Giuseppe Verdi, la fontana, il monumento al Partigiano).

Questo percorso diagonale che interseca il Viale dell’Incontro, il Sentiero delle lettere, intende rendere maggiormente attraversabili le aree a prato, nell’ottica di rafforzare maggiormente la nuova direttrice di via Verdi: il valore di congiunzione viene rimarcata e rafforzata dall’utilizzo di una pavimentazione che riproduce lettere e parole, strumenti del dialogo, secondo tematiche e contenuti specifici.

Le “porte” che immettono a Piazza della Pace, coincidono con l’asse storico delle trottatoie e con il sistema dei nuovi accessi e percorsi che il progetto introduce: il Sentiero delle lettere e la Piazza-Teatro limitrofa al Monumento a Giuseppe Verdi.

In particolare, il “Sentiero delle lettere”, che connette il sistema del Monumento al Partigiano, la Fontana di San Pietro Martire e il Monumento verdiano attraversando da nord a sud il complesso, si propone quale ideale percorso narrativo, punteggiato di spunti e racconti inerenti luoghi, eventi e figure storiche della Città.

In corrispondenza di questi punti strategici sono state collocate le ‘Epigrafi della memoria’, le quali, oltre a introdurre storicamente i monumenti presenti nell’area, riportano per intero i testi delle poesie di Attilio Bertolucci, distribuite lungo il poetario nel “Sentiero delle lettere”.

Il progetto di lighting

Nel progetto il ruolo della luce è quello di rendere fruibile e riqualificare dal punto di vista della sicurezza l’area nelle ore serali e notturne. Gli unici apparecchi di illuminazione di arredo della piazza sono le colonne luminose che segnano il percorso che porta alla statua di Giuseppe Verdi, parallelo al principale e alle alberature.

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Parma. Piazza della Pace. Le colonne luminose per l’illuminazione di arredo (cortesia photo: Marco Introini)

Con una interdistanza ogni 11 m, le colonne in fusione di alluminio e acciaio inox si configurano come elementi‘architettonici’, alti 4,5 m, con 39 W di potenza e una temperatura colore di 3000 K, mentre la distribuzione luminosa è di tipo simmetrico (di produzione Bega).

Nel progetto sono state eliminate alcune torri faro e sono state inserite tre nuove torri faro alte 10 m per illuminare il prato, all’inizio del percorso principale, 2 a destra e una a sinistra: in questo caso sono stati adottati proiettori con ottica narrow spot 6° per illuminare le fronde delle alberature, illuminate anche dal basso (con apparecchi ‘Gecko’ di Erco, con potenza massima di 18 W, e differenti ottiche e angoli di emissione per i percorsi (Spot 14°, Flood 27° e 48° Wide).

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Parma. Piazza della Pace. Vista diurna. A sinistra, una delle torri faro (cortesia photo: Marco Introini)

Per l’illuminazione delle parti monumentali che si sviluppano con diverse facciate, si è accantonata l’idea iniziale di enfatizzare troppo tout court l’architettura, creando un insieme più equilibrato e morbido con un’illuminazione sia a proiezione che sottogronda, con un attento controllo delle luminanze.

I proiettori sottogronda illuminano a terra mentre una serie di apparecchi di illuminazione posti sulle coperture di altri edifici realizzano un’illuminazione morbida sulle facciate principali del Palazzo della Pilotta.

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Parma. Piazza della Pace. Visibili alcuni degli apparecchi sottogronda (cortesia photo: Marco Introini)

Il prospetto architettonico del Palazzo diventa quinta scenografica della piazza, rappresentando un fondale di luce materica che ripropone una modalità di illuminazione già utilizzata in piazza del Duomo.

Gli apparecchi sottogronda installati sul Palazzo della Pilotta sono posti a una quota di circa 30 m (‘Kona’ di ERCO, con 48 e 72 W, ottiche spot e flood 14 e 27°). L’ottica degli apparecchi arretrata a cannocchiale tiene sotto controllo l’abbagliamento, non rendendo necessari ulteriori accessori. Altri apparecchi sottogronda sono stati installati sull’edificio porticato di accesso sede della Soprintendenza ( ‘Gecko’ di ERCO, con 18 W di potenza).

Tutti gli apparecchi hanno temperatura colore 3000K, sono dimmerabili DALI, e configurati talvolta anche al 10%, per un equilibrio scenografico degli illuminamenti senza eccessi.

Nel cortile di San Pietro presso il Complesso Monumentale della Pilotta l’opera permanente di Maurizio Nannucci si articola su 190 m di lunghezza con 55 lettere in neon blu di vetro di Murano.

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Parma. Piazza della Pace. Sullo sfondo, è visibile in parte l’opera permanente di Maurizio Nannucci (cortesia photo: Marco Introini)

La frase scelta dall’artista, “Time Present and Time Pasare both perhaps present in Time Future” (‘Tempo presente e tempo passato sono forse presenti nel tempo futuro’), tratta da Thomas S. Eliot, è una riflessione sul dovere e valore di salvaguardare dall’oblio e dal degrado il nostro patrimonio artistico, perché la bellezza è cultura e va tutelata dall’incuria umana e dagli effetti inesorabili del passare del tempo.

(a cura di arch. Giordana Arcesilai, lighting designer – Bologna)

PARMA – PIAZZA DELLA PACE

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Un’altra vista dall’alto del grande spazio urbano (cortesia photo: Marco Introini)

Committente: Parma Infrastrutture S.p.A

Direzione Lavori: geom. Luigi Camparini

Direzione operativa: Ing. Gianluca Corradi – ART Ambiente Risorse Territorio- Parma

Rapporti con Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio: geom. Marco Ferrari

Progetto architettonico esecutivo: EFA – Esperienze Forme Architettura, Parma – arch. Pietro Chierici e arch. Maria Pilar Vettori

Apparecchi di illuminazione: ERCO – Bega

Fotografie: Marco Introini Photography – Milano

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