RI_progettiamo_CI - Studio Flaminio: "come siamo reattivi al cambiamento"

Chiudiamo il nostro progetto RI_progettiamo_CI con una bella realtà polacca con cui, ormai da qualche anno, collaboriamo per dare visibilità e brandizzare importanti realtà produttive polacche sul mercato italiano e viceversa: lo Studio Flaminio, Communication Boutique. 

19293it DSC4944 Cucinesse Kitchen progect Flaminio Ciamaglia copia low a6021

Fondato da Fabio Flaminio e Kamila Wierzbicka in Polonia, si occupa di comunicazione integrata per imprese su un asse geografico che unisce l’Italia con la Polonia. PR, content, design; qualsiasi sia la modalità con cui comunichiamo, sempre viene posta grande attenzione al fattore interculturale, affiancando con sensibilità l’Azienda ed accompagnandola con competenza e servizi diversificati nell’importante percorso di internazionalizzazione.

19293it DSC4944 Cucinesse Kitchen progect Flaminio Ciamaglia copia low a6021

Fabio Flaminio – Art director e specialista in comunicazione visiva, cura il design dal punto di vista del progetto e funzionalità, sia come consulente strategico che come progettista. Sempre coerente,ma anche originale, il suo percorso professionale si sviluppa dalla fotografia alla grafica, dallo studio dei materiali al design, una ecletticità ben supportata dai molti anni di esperienza.

Kamila Wierzbicka – consulente strategica in comunicazione e P.R, fa parte del consiglio amministrativo del Centro Iniziative dell’UNESCO nel settore non-profit che da anni svolge a livello internazionale progetti di comunicazione interculturale per giovani ed educatori.

- Che cosa significa per voi avere coraggio in ambito lavorativo?

Significa non avere paura, affrontare tutte quelle situazioni nuove che si presentano, saperle leggere, valorizzare e, a volte, rischiare.
Come ho fatto 6 anni fa quando sono arrivato in Polonia, terra dalla quale rimasi affascinato. Ho raccolto il mio know-how di 20 anni di esperienza e dall’Italia mi sono trasferito. Poco tempo dopo è stato aperto lo Studio. Sentivo che la Polonia aveva molto da raccontare e opportunità da suggerire: altro potevo apportare io con il lavoro.

Da Italiano, la più grande difficoltà è stata di accettare che stavo entrando in una nuova realtà, con le sue regole e le sue modalità espressive. Occorreva mettere la pazienza e l’umiltà davanti al dinamismo e il forte know-how.
Credere nelle nostre capacità ed aspettare che i tempi maturassero, in un Paese che stava (e tuttora lo è) velocemente evolvendo, ha poi portato i suoi frutti.

Le idee e la loro espressione sul lavoro non sono cambiate: tuttavia sono cresciute e si sono strutturate in quello che oggi è un metodo di lavoro e di offerta dei servizi per la comunicazione di impresa. La capacità di porre attenzione al fattore interculturale.
Un valore aggiunto richiesto e riconosciuto dalle aziende che vogliono avere una corretta visibilità. La fermezza nelle decisioni e l’equilibrio raggiunto con Kamila, il conoscere la storia e il carattere di un Paese, mi ha permesso di RI-progettar-CI.

- In questo particolare momento ha assunto un significato diverso?

La situazione Coronavirus ha destabilizzato ogni livello del mondo lavorativo. In Polonia dove viviamo e operiamo, non siamo ancora arrivati alla situazione estrema dell’Italia, avendo attualmente un margine di libertà lavorativa che ci aiuta, con cautela, a guardare avanti. Questa crisi ha mostrato che coraggiosi sono quelli che hanno capito che era necessario fermarsi e riflettere, assumersi responsabilità anche per le altre persone, per la società.

In noi è mutata la forma del coraggio. Non smettendo di osare, teniamo in equilibrio ragione e fantasia, la sperimentazione con fatti concreti. Mettendo mano a nuovi progetti valutiamo il contesto venutosi a creare: la condizione in cui le persone sono diventate ancor più sensibili a come si comunica.

- Cosa porterai nel futuro di questa esperienza legata al COVID 19?

Essere Smart! È la convinzione che questa esperienza ci porta. E per quasi tutto il sistema lavorativo, non solo per noi, il processo si è già avviato. Noi lavoriamo da tempo in remoto, con Partners e Clienti, ma il doversi isolare ha dato a tutti una maggiore spinta alla digitalizzazione e, aggiungo, anche al benessere dell’ambiente, portandoci ad una comune consapevolezza di non attendere o temere i cambiamenti.

Anche se il livello di disoccupazione sicuramente crescerà, abbiamo fiducia nel credere che per le aziende sarà un momento significativo nella trasformazione, con l’implementazione di alcuni aspetti del lavoro spesso tralasciati, come: comunicazione interna, employer branding e campagne di CSR (Corporate Social Responsibility) pure e oneste,che pongono l’uomo al centro dell’innovazione.

- Quando l’emergenza virus sarà finita hai già pensato a come ridare forza e visibilità al tuo brand e alla tua attività?

Abbiamo molte idee, in particolare a favore delle attività di sviluppo fra Design Italiano e Polacco, con un progetto attualmente in corso di sviluppo. Continueremo ad investire nello smart working, rafforzando il sistema di coordinamento da remoto dei processi di gestione e progettazione, le collaborazioni e cercando nuovi dialoghi. Crediamo nel nostro lavoro e nelle persone, abbiamo imparato che fare network, sotto ogni sua forma: questo è il concreto strumento per continuare a crescere.