prestigioso

"Signora lo sa che suo marito è in cielo?..."ma come? se è giù in giardino.... Così poche settimane fa Alberto Suci gnomonista toscano al telefono con la d.ssa Giovanna Baldini moglie di Gianni Ferrari, l'ingegnere di Modena che nel 2005 incoraggiò l'amico architetto Giacomo (Gim) Bonzani nell'idea dello specchio di Viganella.

Il fatto di "essere in cielo" vuol dire che il nome di Gianni Ferrari è stato assegnato ad un pianetino in orbita tra Marte e Giove, scoperto nel febbraio 2007 dagli astrofili Luciano Tesi e Giancarlo Fagioli  del Gruppo Astrofili della Montagna Pistoiese (GAMP) di San Marcello Pistoiese.

L'assegnazione dell'asteroide n.315046 al Ferrari è avvenuta su segnalazione degli stessi scopritori al Minor Planet Center operante presso la sede dello Smithsonian Astrophysical Observatory (SAO),a Cambridge negli Stati Uniti, responsabile internazionale per la designazione di corpi minori del sistema solare (asteroidi, comete e satelliti naturali) sotto l’egida dell’IAU. Tesi e Fagioli avevano conosciuto la notevole attività del Ferrari nel campo dell'astronomia e della gnomonica tramite il comune amico Suci.

Gianni Ferrari (classe 1938) vive da sempre a Modena. Sposato con 2 figli.

Laureato nel 1965 in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Bologna, ha dapprima lavorato nell’industria e in seguito si è dedicato all’insegnamento e alla libera professione, come socio fondatore di uno dei primi studi di ingegneria della città. Attualmente è in pensione.

Ha insegnato elettronica e informatica presso un Istituto Tecnico Industriale e, nella professione, si è dedicato a calcoli di strutture e allo sviluppo di software tecnico (calcoli di fondazioni speciali, di illuminotecnica, di reti fognarie, di impianti di gas, ecc.).

Appassionato di astronomia sin dalla adolescenza, si è interessato alla costruzione di strumenti, alla osservazione e alla divulgazione con conferenze e corsi.

Da un trentennio si dedica allo studio degli orologi solari e in questo  campo è membro attivo e stimato della comunità internazionale.

Su questo argomento ha scritto molti  programmi per il calcolo di diversi tipi meridiane, due volumi, uno dei quali sulle meridiane dell’antico Islam, unico per ora nel mondo occidentale,  numerosi  articoli pubblicati su riviste specializzate nazionali e straniere e tenuto diverse conferenze. E proprio grazie alla gnomonica che anche Gim Bonzani ha conosciuto Ferrari.

Ma non è solo lo specchio di Viganella a legare Ferrari alla'Ossola, infatti alcuni vigezzini ricorderanno il pittore Antonio Vandini, docente alla scuola di Belle Arti di S. Maria Maggiore ed alle medie domesi alcuni decenni fa. Ebbene il prof. Vandini, era  modenese e zio di Gianni Ferrari.