APIL e industria firmano la Carta della Luce 

APIL per la ‘Carta della Luce’

 

Nel secondo appuntamento del ‘Light Cafè’ organizzato da APIL Associazione Professionisti dell’Illuminazione nel corso di una diretta on line aperta a tutti è stata resa pubblica la Carta della Luce, il “gentlemen agreement” proposto da APIL alle aziende produttrici di apparecchi di illuminazione.

Hanno partecipato a questo incontro Susanna Antico, Paola Urbano e Cinzia Ferrara, lighting designer e Andrea Nava di ERCO e Giovanni Bonazzi di 3F Filippi – Targetti Sankey Spa.

Nel corso dell’incontro, Susanna Antico, Presidente APIL ha raccontato in breve che cosa è la Carta della Luce, fortemente voluta dall’associazione, che si presenta come un impegno da parte di tutti gli attori della filiera della luce a rispettare i propri ruoli.

Per APIL il lighting designer è un professionista indipendente, con particolari competenze tecniche che gli permettono di dedicarsi correttamente al progetto e la Carta della Luce viene fatta firmare alle aziende che condividono questa tematica importante come il riconoscimento del ruolo del lighting designer.

Cinzia Ferrara nel suo intervento ha affrontato la tematica del ruolo del lighting designer, contestualizzandola al particolare periodo storico che stiamo vivendo di post emergenza Covid-19.

APIL ha sempre avuto come obiettivo primario l’ottenimento del rispetto del ruolo, ma oggi più che mai le riflessioni devono essere più precise. È necessario elevare la qualità della luce, la qualità dei progetti e dare alla cultura della luce il giusto peso.

All’inizio del suo intervento Andrea Nava ricorda che si sta parlando di un “gentlement agreement “tra le parti coinvolte, ovvero che non si tratta di un atto obbligatorio ma di un accordo per il rispetto dei ruoli.

La realtà operativa vede nei paesi esteri la professione del lighting designer ben riconosciuta e persino quasi imposta, mentre in Italia, anche se si stanno facendo passi da gigante, bisogna continuare a evidenziare all’attenzione degli operatori della filiera che il lighting designer in un team di progetto deve essere una presenza imprescindibile.

Paola Urbanoha raccontato comela figura del lighting designer sia una figura concreta e debba essere presente anche nei bandi di progettazione.Entrando nel dettaglio e facendo esempi concreti Urbano ha presentato alcune leggi già esistenti – come la n.4 del 2013, una normativa di riferimento per le professioni non organizzate in ordini o collegi – e la UNI11630 che prevede veri criteri per la stesura del progetto illuminotecnico.

La lighting designer ha però indicato come sia ancora necessario sensibilizzare ulteriormente la pubblica amministrazione affinchè i lighting designer siano sempre chiamati a partecipare.

Durante il suo intervento Giovanni Bonazzi ha spiegato come i progettisti e le aziende debbano avere una stretta collaborazione. Il lighting designer deve essere un consulente, una persona fidata per l’azienda che porti stimoli in grado di elevare il nostro settore e soprattutto in questo momento particolare in cui la contingenza ci pone di fronte ad importanti problematiche economiche e  quindi in tale contesto la carta della luce diventa ancora più importante.

Il tema affrontato è molto attuale e determinante per il settore e lo ha dimostrato l’interesse suscitato nelle persone che hanno seguito la diretta, che hanno rivolto ai relatori moltissime domande.

(a cura di Lisa Marchesi – lighting designer, mldlab – Milano)

Nell’articolo di approfondimento che pubblicheremo sul numero di settembre di LUCE E DESIGN entreremo più nel dettaglio.

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